Il professore Antimo Cesaro ospite fisso a Capua il Luogo della Lingua festival

Il professore Antimo Cesaro ospite fisso a Capua il Luogo della Lingua festival

E’ un amico di vecchia data, un ospite fisso di Capua il Luogo della Lingua festival,  il professore Antimo Cesaro che sabato 20 maggio alle ore 19.00 nella Chiesa dei Santi Rufo e Carponio incontra Michele Lanna (Università Luigi Vanvitelli) per parlare del suo libro CAPUT MORTUUM Anatomia della mente e disciplinamento sociale (Artetetra), seconda edizione.

 

Il volume prende le mosse da un terribile fatto di sangue accaduto nel 1800 a Napoli: un efferato omicidio che condusse al patibolo Giuditta Guastamacchia e i suoi complici. A distanza di oltre cinquant’anni, il medico-frenologo Biagio Gioacchino Miraglia riuscì a farsi consegnare i teschi dei giustiziati, per anni esposti in macabri graticci di ferro alle mura di Castel Capuano. Su quattro di essi l’alienista delle Real Case de’ matti di Aversa eseguì un esame cranioscopico, stilando un Parere frenologico con ampie considerazioni sulla conciliabilità tra libero arbitrio e inclinazione naturale, responsabilità e imputabilità, crimine e follia. Ma il libro si occupa anche di delitti che, per quanto efferati, non presuppongono spargimento di sangue, ma di inchiostro: per esempio, quelli nati dalla fervida immaginazione e descritti dall’instancabile penna di Edgar Allan Poe. Anche l’enigmatico scrittore di Baltimora si lasciò sedurre dalle rivoluzionarie prospettive che la scienza frenologica sembrava delineare. D’altra parte, i lugubri ambienti manicomiali, le sinistre camerate dei padiglioni ospedalieri, gli spazi terribili delle carceri e quelli spettrali degli obitori, ben si prestavano a fare da sfondo ai suoi macabri racconti. In essi, le mirabolanti promesse del positivismo si fondono con le suggestioni dello spiritismo, del mesmerismo e dell’organologia. Un insieme di approcci ermeneutici che, pur promettendo molto più di quanto potessero effettivamente mantenere e ben presto accantonati nel vasto ‘dimenticatoio’ delle false scienze, non mancarono, tuttavia, di suscitare entusiasmo e reclutare proseliti.

 

Antimo Cesaro, professore ordinario di Filosofia politica, insegna Scienza e filosofia politica e Teoria del linguaggio politico al Dipartimento di Scienze politiche dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. È stato membro del Consiglio Nazionale dei Beni Culturali, deputato e sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività culturali. Ha pubblicato vari saggi sulla filosofia delle scienze sociali e l’estetica dell’età medievale e rinascimentale. La sua attività di studio è orientata alla simbolica politica, una prospettiva di ricerca per la quale è autore dei lavori monografici Sguardi in ascolto (2011), Machina Mundi (2012), Arcana tabula (2014), Il sovrano demiurgo (2020). Ha recentemente curato le edizioni critiche del Discorso sul liocorno di Ambroise Paré e de La Città del Sole di Tommaso Campanella. Ha pubblicato inoltre Breve trattato sul lecchino (2019, La Nave di Teseo), L’utile idiota. La cultura nel tempo dell’oclocrazia (Mimesis, 2020)

 

 

 

 

 

 

 

CAPUA IL LUOGO DELLA LINGUA FESTIVAL

dal 17 al 28 maggio 2023

diciottesima edizione

direzione artistica Giuseppe Bellone

comunicazione Mariamichela Formisano

 

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