La valorizzazione del Castello di Carlo V a Capua

castello di carlo v

La valorizzazione del Castello di Carlo V a Capua

Una nuova iniziativa dimostra come da qualche anno a questa parte sia ripartito con impegno il lavoro sul fronte dei grandi progetti necessari per promuovere il rilancio della città di Capua,  grazie agli impulsi determinati dall’attività del Governo nazionale e al lavoro dell’ Amministrazione Comunale. Dopo l’inserimento negli interventi infrastrutturali finanziati dalla Regione Campania e dal Ministero delle Infrastrutture della Linea Tranviaria Capua – Santa Maria – Aversa, che inserirà l’area capuana nel sistema della metropolitana regionale, ora è la volta di un importante svolta che interessa uno dei più importanti beni architettonici della città: il Castello di Carlo V.

 

 

Costruito nell’area delle fortificazioni del “Periodo Viceregnale” a partire dal 1542 – su progetto dell’architetto pugliese Gian Giacomo dell’Acaya e la direzione dell’ingegnere militare capuano Ambrogio Attendolo – è una delle opere più significative del programma di rafforzamento difensivo del regno di Napoli avviato dall’imperatore Carlo V che, in visita a Capua nei giorni 23 e 24 marzo del 1536, sollecitò  il rafforzamento difensivo di quella che era considerata l’antemurale della capitale del Regno. Con i suoi 8480 mq di superficie il Castello ha un impianto più grande di Castel Sant’Elmo di Napoli. Posto tra il verde delle fortificazioni a sinistra di Porta Napoli e il fiume Volturno, nonostante i suoi 7400 mq coperti, i 190.000 mc di volume e i 30.500 mq scoperti, è visibile solo dall’alto, dal momento che, dopo l’esplosione – avvenuta nel luglio del 1846 – dell’Arsenale di Napoli in Castelnuovo e il conseguente crollo delle fabbriche circostanti,  il governo borbonico decise di concentrare a Capua, proprio nell’area comprendente il Castello, le attività di produzione e di allestimento delle munizioni.

 

 

Dopo l’Unità d’Italia Il Pirotecnico di Capua fu inserito nella produzione industriale bellica del Regno per cui per lungo tempo è stato proibito anche il solo ipotizzarne il recupero ad un ruolo turistico cui la struttura è chiaramente vocata per la sua bellezza, per la suggestiva collocazione nella cinta bastionata di una città del valore storico e culturale come la nostra, a pochi chilometri dall’Anfiteatro di Santa Maria, dalla Reggia di Caserta e della stessa città di Napoli. Basta pensare che solo nel 1994, venuto meno l’utilizzo nella produzione della polvere da sparo nel Pirotecnico Esercito di Capua, fu permesso ai cittadini di visitare in massa, per la prima volta, il Castello di Carlo V nell’ambito della prima edizione di Capua Porte Aperte che riscontrò un notevole successo su scala regionale.

 

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Alla fine di gennaio di quest’anno è però arrivata la svolta con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio 2021, dell’ “Avviso esplorativo finalizzato a individuare operatori economici commerciali interessati a formulare proposte di finanza di progetto ai sensi degli artt. 182 e 183, comma 15 del D.Lgs. n. 50 del 2016, per la valorizzazione economica di asset immobiliari dell’Amministrazione della Difesa in cui realizzare strutture turistico -ricettive …”  per iniziativa di “Difesa Servizi”, società per azioni che ha il Ministero della Difesa come unico socio, costituita nel 2010 con l’obiettivo di reperire risorse aggiuntive, creare ricchezza e attuare una gestione razionale degli asset.

 

castello carlo v     castello di carlo v

 

La società opera come soggetto giuridico di diritto privato per garantire una gestione efficace ed efficiente dei beni e  delle attività non direttamente legate all’operatività delle forze armate.  L’iniziativa si colloca nell’ambito del programma “Valore Paese Italia” definito da una intesa sottoscritta tra il Ministro per i Beni e le Attività Culturali  e per il Turismo Franceschini, il direttore dell’Agenzia del Demanio, il Presidente ENIT Agenzia Nazionale del Turismo e l’Amministratore delegato “Difesa Servizi SPA”. Il programma punta a potenziare l’offerta turistico culturale attraverso l’ideazione e la razionalizzazione di circuiti nazionali di eccellenza, mediante nuove forme di partneriato pubblico/privato con l’obiettivo di individuare strumenti innovativi per la valorizzazione del patrimonio pubblico immobiliare abbinando turismo, cultura, arte, ambiente e paesaggio. Il bando di gara riguarda 13 siti distribuiti su tutto il territorio nazionale di cui due localizzati in provincia di Caserta: il Castello di Carlo V di Capua e il Padiglione “Femiani” in prossimità della Reggia Vanvitelliana a Caserta.

 

 

La scadenza  per la presentazione delle offerte è prevista per le ore 12 del 30 aprile 2021. Si tratta certo di un primo tentativo che richiede un impegno fattivo per richiamare l’attenzione su questa opportunità e sollecitare l’interesse e la partecipazione del mondo imprenditoriale. Ma il fatto stesso che sia caduto un tabù e che ormai ci si muova con decisione per stimolare il mercato e verificare un progetto credibile di valorizzazione turistica del Castello e dell’area delle fortificazioni nel quale è collocato, rappresenta un fatto di grande rilievo per Capua e per tutta la conurbazione casertana.

 

 

Il Sindaco Luca Branco ha dichiarato “Questo risultato è stato possibile grazie ad un confronto – che dura dall’inizio del mio mandato – tra Demanio Militare, rappresentato in una  prima fase dal generale Gambardella e successivamente dal generale Caccamo, il Comandante del Pirotecnico Esercito, Colonnello Giulio Ernio, il Sopritendente per i Beni Culturali di Caserta e Benevento, l’archeologo Mario Pagano. Insieme abbiamo condiviso la perimetrazione interessata al bando di valorizzazione che comprende il Castello, il fossato e la palazzina di ingresso, nonché altri volumi. Abbiamo inoltre già previsto anche nel PUC di recente adottato una destinazione d’uso dell’area così delimitata per attrezzature collettive ai fini turistici e culturali” (vedere grafico).

 

 

pianta

 

 

E’ importante sottolineare che l’iniziativa non prelude ad un ridimensionamento delle attività del Pirotecnico Esercito di Capua – che anzi è stato di recente visitato dal senatore Nicola La Torre, già presidente della Commissione permanente Difesa  e dal 2020 Direttore Generale dell’Agenzia  Industrie della Difesa, proprio in virtù della funzione importante che Capua continuerà ad esercitare nell’allestimento di munizionamento di piccolo calibro a favore delle FF. AA.  Nel piano industriale triennale 2021 -2023, infatti, per lo Stabilimento Militare di Capua è previsto il mantenimento di un ruolo di rilievo nel rapporto di partnership con l’Azienda Fiocchi Munizioni SPA, quale sito di integrazione e produzione del munizionamento, che ha richiesto la programmazione di lavori per diverse decine di milioni di commesse vecchie e nuove e con riflessi importanti sulle assunzioni di nuovo personale, anche in relazione al previsto significativo pensionamento di  personale diretto nel corso del 2021.

 

 

 

 

 

 

 

 

adolfo villani

Adolfo Villani, dirigente politico e saggista, è nato a Capua il 28 aprile 1955. Dopo una esperienza di funzionario della Federbraccianti CGIL e poi del PCI nel corso degli anni ’80, è stato assessore e Sindaco a Capua nei primi anni ’90, consigliere regionale della Campania dal 1995 al 2005, segretario provinciale dei DS di Terra di Lavoro dal 1999 al 2005, vice presidente dell’Amministrazione provinciale di Caserta da maggio 2005 a dicembre del 2007. Ha pubblicato: Capua e gli ozi del 2000 – dalla città fortezza alla città cultura nella Campania che cambia. Edizioni CUEN 1996; Diario Campano – la difficile sfida del regionalismo. Edizioni Spartaco 1998; La qualità di Terra di Lavoro – un progetto di sistema. Edizioni Spartaco 2003; Il sestante della Regione nuova – la settima legislatura del consiglio regionale della Campania. Edizioni Spartaco 2005.
Con Ediesse ha scritto: I ragazzi del professore – Il filo rosso delle lotte per la democrazia in Terra di Lavoro e nel Mezzogiorno, 2014; La crisi la sinistra l’Europa – Ricongiungere politica e potere separati dal caos globale, 2016; L’ufficiale e il comunista – La vicenda di Francesco e Peppino Capobianco, 2018.
Ripensare il futuro http://adolfovillani.blog  è il suo blog.