Biblioteca del Museo Campano

Biblioteca del Museo Campano

 

Museo Campano, Via Roma 68, Capua

 

 

La Biblioteca del Museo Campano è, per il numero dei volumi a stampa e dei manoscritti, pergamene, carte geografiche e stampe che contiene, la più importante di Terra di Lavoro.

 

II Museo Campano di Capua fu aperto al pubblico nel 1874 ma nell’anno precedente, alla esposizione Universale di Vienna, fu data lettura di una relazione sul Museo nella quale per la prima volta fu annunciata la formazione di una biblioteca pubblica che, oltre ad illustrare nel modo più completo la storia millenaria della Civiltà Campana, avrebbe anche assolto alla funzione di rendere accessibile a tutti il suo patrimonio bibliografico. Pertanto il criterio principe che informò l’accrescimento delle collezioni fu quello di privilegiare la raccolta di documenti, a stampa o manoscritti, riguardanti la storia dei comuni della Campania Felix, nonché le opere prodotte dall’ingegno di uomini nati in questa terra.

 

Arricchita nel corso di più di un secolo da cospicue e preziose donazioni, la Biblioteca del Museo Campano si qualifica a pieno titolo come la più importante della Provincia e una delle più notevoli del meridione.

 

Dotata di un contingente bibliografico di oltre 70.000 unità (tra pergamene, volumi, opuscoli, manoscritti, riviste, stampe, carte geografiche etc.) copre con esemplari di altissimo pregio tutto l’arco dell’arte tipografica fin dalle origini.

 

I settori in cui si articola la biblioteca sono i seguenti:

 

Sala di Consultazione

Comprende testi antichi e moderni e rappresenta una sintesi di tutte le collezioni presenti nella Biblioteca.

 

Sulla parete di fronte all’ingresso si ammira il bel ritratto del fondatore del Museo, il Canonico Capuano Gabriele lannelli (1825 – 1895) al quale, fra tanti altri, va il merito di aver convinto tutti, con dottissime argomentazioni storiche, che sede del Museo Campano non poteva essere che Capua e, in questa, la stupenda cornice catalana di palazzo Antignano

 

Sala Generale

Questo settore comprende, oltre pergamene di remota datazione e manoscritti, opere che datano dai primordi dell’arte tipografica, come incunabili e cinquecentine, fino al XIX secolo.

 

Nella bacheca centrale è esposto l’originale della dichiarazione dei disegni di Palazzo Reale di Luigi Vanvitelli, il progetto della Reggia di Caserta che fu presentato dall’architetto a Carlo III di Borbone.

Nel suo complesso questa sala illustra con pregevolissimi esemplari tutta l’evoluzione dell’arte tipografica.

 

Sala Topografica

Raccoglie testi memorabili e rappresenta una rarissima raccolta di materiale storico riguardante l’archeologia, la politica, l’ambiente sociale, la vita culturale, religiosa e artistica del nostro territorio.

 

Le collezioni sono conservate in più reparti intestati ai singoli comuni di Terra di Lavoro, quelli compresi nel riordinamento amministrativo del 1806 operato da Giuseppe Napoleone.

 

In questo settore, che possiamo definire “il cuore della biblioteca” , ciò che la rende unica, trovano posto pubblicazioni che illustrano il territorio dei vari comuni, le vicende della loro vita amministrativa, le loro memorie civili, militari ed ecclesiastiche.

 

Vi sono rappresentate, inoltre, opere che testimoniano lo sviluppo del pensiero, la manifestazione dell’ingegno e della dottrina degli uomini eminenti nati o vissuti in questa o quella città della nostra provincia e che la resero gloriosa con i prodotti della loro inteligenza.

 

In essa trovano posto i manoscritti del fondatore Gabriele lannelli e il suo carteggio con il grande Theodor Mommsen; autografi di Garibaldi, di Alessio Simmaco Mazzocchi e dello storico Francesco Daniele insignito, quest’ultimo, dalla zarina Caterina di tutte le Russie della onorificenza di Accademico di Pietroburgo.

 

Archivio Storico Capuano

Comprende gli atti pubblici della città di Capua dalla fine del XV secolo a quella del XIX.

 

E’ una testimonianza ricchissima della vita civile amministrativa e politica di uno dei centri più importanti del meridione d’Italia attraverso carte di cancelleria, editti, diplomi, privilegi, catasti, processi civili e criminali.

Dell’Archivio Storico é parte integrante il fondo pergamenaceo, ricco di documenti longobardi, normanni, svevi, angioini e aragonesi, che costituisce un preziosissimo strumento per la conoscenza della civiltà medievale del nostro territorio; delle sue costituzioni amministrative, economiche e giudiziarie nonché della sua topografia, dei suoi personaggi storici, delle sue vicende ecclesistiche.