Gratitudine di Oliver Sacks, una riflessione di Ottavio Mirra

Gratitudine di Oliver Sacks, una riflessione di Ottavio Mirra

Gratitudine – Oliver Sacks – Adelphi edizioni

 

La mattina del 15 agosto del 2015, come moltissimi miei simili, mi trovavo in spiaggia, sotto l’ombrellone sprofondato in una sdraio, e sfogliavo distrattamente il quotidiano comprato all’edicola di fianco al lido, convinto che non vi avrei trovato nulla di interessante. Quanto mi sbagliavo. Il paginone centrale, dedicato alla letteratura, conteneva un articolo di Oliver Saks intitolato “ Shabbat”, il sabato ebraico.

 

Oliver Sacks, confesso, lo conoscevo solo di fama. Professore di neurologia e psichiatria presso la School of Medicine di New York University, saggista e scrittore di romanzi che hanno fatto la storia della letteratura come: Zio Tungsteno, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Risvegli, Musicofilia, In Movimento, i primi titoli che mi vengono in mente.  Di lui però, fino ad allora, non avevo letto un bel nulla.

 

Mi immersi dunque in quell’articolo e scoprii uno scrittore straordinario, dai modi garbati e dal lessico dolce che in quelle poche pagine, nel rivelare di essere ammalato terminale di cancro, si congedava dalla vita ripercorrendo i momenti salienti della sua esistenza. Fu durante lo Shabbat che, ventenne, confessò a suo padre le sue pulsioni omosessuali e per questo considerato un abominio dalla madre che avrebbe voluto vederlo morto. Fu durante lo Shabbat, giorno che gli ebrei dedicano al riposo assoluto, che ritornando dopo sessant’anni a Gerusalemme, fu accolto e festeggiato dalla famiglia che lo aveva, finalmente, accettato.  Shabbat è l’ultimo giorno della settimana, simbolicamente l’ultimo della vita, quello in cui si fanno i conti con ciò che si è stati. “ Adesso  – dice Sacks –  debole, con il fiato corto, con i muscoli  un tempo sodi consumati dal cancro, scopro che i miei pensieri, invece di fissarsi sul soprannaturale o sullo spirituale, si appuntano sempre più spesso su che cosa si intenda quando si parla di vivere una vita buona e  degna, di raggiungere la pace dentro di sé. Scopro che i miei pensieri vanno allo Shabbat, il giorno del riposo, il settimo della settimana e forse anche della propria vita, quando uno sente d’aver fatto la sua parte e può, in coscienza, abbandonarsi al riposo”.

 

Oliver Sacks morirà quindici giorno dopo la pubblicazione di quell’articolo, il 30 agosto 2015. A novembre in America uscirà “ Gratitudine”, tradotto e pubblicato in Italia da Adelphi,  contenente 4 saggi/interventi, tutti scritti tra il 2013 e il 2015: Mercurio, La mia Vita, La tavola Periodica e, appunto, Shabbat.

 

Gratitudine” è un libro piccolissimo, poco più di cinquanta pagine, ma il contenuto emotivo che racchiude è immenso. Nonostante   la consapevolezza della fine più o meno imminente, gli scritti  non sono  in articulo mortis, ma rappresentano quattro lodi alla vita. “Adesso mi trovo faccia a faccia con la morte, ma non ho ancora chiuso con la vita”. Essi elogiano i piaceri della vecchiaia e dell’esistenza, esprimono quel sentimento così difficile, eppure così semplice che è la gratitudine per la vita, per le relazioni umane che la vita stessa regala, per la serenità con la quale è possibile staccarsi dal mondo.” Non posso fingere di non avere paura. A dominare, però, è un sentimento di gratitudine. Ho amato e sono stato amato; ho ricevuto molto e ho dato qualcosa in cambio; ho letto e viaggiato e pensato e scritto…Più di tutto sono stato un essere senziente, un animale pensante su questo pianeta bellissimo, il che ha rappresentato di per sé un immenso privilegio e una grandissima avventura”

 

 

 

 

 

 

Ottavio Mirra
Ottavio Mirra vive a Capua, in provincia di Caserta. E’ padre di due figli, velista e avvocato, il tutto rigorosamente in quest’ordine. Ama leggere. Nel 2016 ha vinto i premi letterari Racconti nella Rete e Terre di Lavoro – Racconti dal presente. Nel 2018 invece è stato selezionato tra i primi venticinque nell’ambito del premio letterario Zeno e tra i primi cinque per il premio Nautilus. Suoi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie. Dal porticato (2019, Il seme bianco) è la sua raccolta d’esordio