

Il giornalista Danilo Chirico e “La figlia del clan” a Capua il Luogo della lingua
Sabato 30 maggio mattina, alle 11.00, al Museo campano di Capua, nell’ambito della XXI edizione di Capua il luogo della Lingua festival, diretta da Giuseppe Bellone, sarà ospite il giornalista Danilo Chirico per presentare il suo libro “La figlia del Clan: Un cognome da nascondere un destino da riscrivere”, (Piemme) che vedrà gli interventi di Lella Palladino (Cooperativa EVA) e Gabriella D’Angelo, (autrice del programma di La7 Tagadà).
La figlia del clan è il racconto intimo e sconvolgente di una donna che ha attraversato violenza, colpa e paura per conquistare la libertà. Una storia di mafia e maternità, omertà e coraggio, caduta e rinascita.
Il libro
Una macchina corre sulla Salerno-Reggio Calabria. È l’estate di Italia ’90. Una famiglia canta felice con i finestrini abbassati, diretta a Gardaland. Sul sedile posteriore giocano tre bambini. Tra loro c’è Giusy, undici anni. Non sa ancora che quella felicità è fragile, che il suo cognome pesa come una sentenza. Giuseppina Pesce è cresciuta a Rosarno, nel cuore di uno dei clan più potenti della ‘ndrangheta. Figlia, sorella, nipote di boss. Nata in una casa dove il silenzio è legge e il sangue non si tradisce, a poco più di trent’anni sceglie di parlare. Di testimoniare. Di spezzare la catena. Lo fa per salvare i suoi figli. È una delle prime donne di ‘ndrangheta a collaborare con la giustizia. E da quel momento perde tutto: la famiglia, il nome, la vita di prima.
L’autore
Danilo Chirico (Reggio Calabria, 1977) è un giornalista, scrittore e autore televisivo. Ha lavorato a programmi di informazione per Raiuno, Raitre, Mtv, Laeffe, Repubblica.it e Radiotre. Ha scritto per giornali, riviste e agenzie di stampa e sceneggiato la web serie Rai Angelo. Collabora con Pagina 99. Ha pubblicato diversi libri. L’ultimo è il romanzo Chiaroscuro (Bompiani, 2017). Nel 2011 con Dimenticati ha vinto il premio di scrittura Indro Montanelli – Giovani. È presidente dell’Associazione antimafie daSud.
L’evento è in collaborazione con la Cooperativa Eva.
EVA è un’organizzazione di donne attive nelle politiche di genere, costituitasi come cooperativa sociale nel 1999 a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta.
Dal 1999 ha realizzato in Campania iniziative volte a promuovere i diritti e la libertà delle donne attraverso interventi di prevenzione e contrasto della violenza maschile, empowerment, valorizzazione della soggettività femminile.
Gestisce attualmente 5 centri antiviolenza e 3 case rifugio per la protezione di donne sopravvissute alla violenza, vittime di tratta, rifugiate e richiedenti asilo.
Cuore dell’incontro sarà il prestigioso Museo Campano, diretto da Gianni Solino, partner dell’evento nell’ambito del progetto di valorizzazione dei piccoli musei finanziato dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, con il sostegno della BCC Terra di Lavoro San Vincenzo de’ Paoli presieduta da Roberto Ricciardi. Un luogo simbolico e identitario che ospita una parte centrale del programma del festival, rafforzando il dialogo tra patrimonio storico, arte e linguaggi contemporanei.
La manifestazione gode del patrocinio della Città di Capua ed è promossa sotto l’egida del Patto per la Lettura – Capua Città che Legge, nell’ambito delle politiche culturali promosse dall’assessore alla cultura Vincenzo Corcione, con l’obiettivo di candidare Capua a Capitale Italiana del Libro entro il 2027, confermando il forte legame tra il festival, il territorio e le iniziative dedicate alla promozione della lettura e della partecipazione culturale.





