

Monica Acito e la Carità carnale a Capua il Luogo della Lingua
Sabato 30 maggio alle 18.00 al Museo Campano, nell’ambito di di Capua il Luogo della Lingua festival, sarà la volta di Monica Acito, tra le rivelazioni più autorevoli della nuova narrativa italiana, autrice del romanzo “La carità carnale” (Bompiani) che sarà presentato da Alessia Aulicino.
Marianeve è una ragazza dei giorni nostri, nata in Cilento, figlia di un salumiere detto Sarchiapone che stravede per lei; appassionata dello studio si trasferisce a Napoli per frequentare storia dell’arte all’università. Ma a rendere speciale Marianeve è il dono che scopre di avere da bambina: guarisce le persone grazie all’odore che si sprigiona dalle sue parti intime. Prima è Lucrezia, una compagna di scuola affetta da terribili mal di testa a godere del sollievo che le dà la vicinanza di Marianeve; poi a Napoli è Gabriele a liberarsi da un morbo che gli sfregia la faccia. Ed è proprio Gabriele, destinato a diventare prete perché troppo brutto per poter vivere una vita normale, a raccontare a Marianeve la storia di Giulia Di Marco, santa eretica del Seicento, dotata della “carità carnale”. La carità carnale di Monica Acito (Bompiani) è un racconto di formazione che mette al centro il corpo delle donne, scegliendo un’ottica ravvicinata e avvalendosi di una lingua ricca di dialettismi e di potere evocativo
Classe 1993, originaria del Cilento e formatasi tra Napoli e Torino, Acito ha conquistato pubblico e critica grazie a una scrittura intensa e profondamente radicata nelle contraddizioni del Sud contemporaneo. Dopo il percorso alla Scuola Holden e importanti riconoscimenti – tra cui il Premio Calvino per la narrativa breve – oggi è considerata una delle voci più originali del panorama letterario nazionale.
Gli incontri del sabato pomeriggio del Festival, rappresentano uno dei momenti centrali della filosofia del festival: creare un ponte autentico tra giovani lettori e autori che stanno ridefinendo il racconto del presente.
Gli incontri del sabato del festival, rappresentano uno dei momenti centrali della filosofia del festival: creare un ponte autentico tra giovani lettori e autori che stanno ridefinendo il racconto del presente.





