Federico II di Svevia

Federico II di Svevia

 

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Federico II di Svevia della dinastia degli Hohenstaufen fu re di Sicilia, duca di Svevia, re di Germania e Imperatore del Sacro Romano Impero (1211). Nel 1228-29 Federico II si trovava in Terrasanta per combattere la sesta crociata. I rapporti tra Impero e Stato della Chiesa erano allora molto tesi. Federico II voleva riunire l’Impero e il Regno di Sicilia, mentre il Papa intendeva riporre sotto la sua sovranità la marca di Ancona e il ducato di Spoleto. Approfittando dell’assenza delle truppe federiciane, il nuovo pontefice Gregorio IX allestì un esercito che invase l’Italia meridionale. Federico II tornò in Italia attraverso la Puglia. Liberando Terra di Lavoro dall’assedio, scacciò le truppe papali e costrinse Gregorio IX a firmare l’accordo di Ceprano (1230). A Capua, assediata dalle truppe del Papa, Federico II ordinò la costruzione di una porta monumentale d’ingresso: la Porta di Capua

 

Est Capua regni clavis. Il ruolo della città

 

La città di Capua, sotto Federico II, raggiunse il culmine del suo prestigio in epoca medioevale. La decisione di costruire una imponente architettura monumentale a Capua derivava dal fatto che la città era ingresso simbolico del Regno di Sicilia e sede del Giustizierato di Terra di Lavoro, ciò che oggi definiremmo capoluogo di provincia. Non a caso lo stemma della città riporta la dicitura latina est Capua regni clavis, “Capua è la chiave del Regno”. I lavori iniziarono nel 1234 e terminarono nel 1239-40. La Porta di Capua fu concepita carica di visione ideologica perché rivolta verso la Roma dei Papi, acerrima nemica dell’imperatore. L’edificazione della porta avvenne dinanzi al ponte Casilino, di epoca romana. La Porta di Capua fu oggetto di ammirazione dal Medioevo al Rinascimento e ispirò la costruzione della Torre dei falchi di Casertavecchia e l’arco trionfale del Maschio Angioino di Napoli.

 

La struttura originaria della Porta di Capua

 

Il progetto originario dell’architetto Niccolò di Cicala consisteva in due massicci torrioni su base poligonale sormontanti da un arco trionfale. La magnifica porta, che oggi non esiste più, aveva come decorazioni numerose sculture incastonate lungo le pareti della costruzione sovrastante l’arco. Sopra l’arco trionfale campeggiava un busto femminile che attribuiva a Capua la qualifica di fidelis, fedele. Adornavano lo stesso arco sculture rifacentisi alla tardo antichità, come la Testa di Zeus o la statua acefala raffigurante l’Imperatore Federico II, mutilata nel 1799 al passaggio dei francesi nella città. Sulla porta campeggiavano anche i giuristi della corte federiciana Taddeo da Sessa e Pier delle Vigne, originario di Capua.

 

porta di capua federico II

 

Vittima della Storia

 

Nel 1557 il duca di Santafiore, per ordine del viceré di Napoli, fece abbattere l’arco trionfale e le due torri per esigenze militari. Due secoli dopo le sculture furono rimosse e posizionate in una edicola e, quando fu fondato il Museo Provinciale Campanospostate lì. Ma ancora nel 1943, quando gli Alleati bombardarono la città per combattere le truppe tedesche, il complesso monumentale subì danni con la distruzione del ponte romano. La ricostruzione del Museo Campano e il suo ampliamento resero possibile l’organizzazione della sala XXVI interamente dedicata alle sculture di età federiciana. Oggi sono visibili soltanto i resti delle due torri, al centro dei quali scorre la via Appia e si snoda il ponte romano, ricostruito nel secondo dopoguerra sullo stesso stile della costruzione originaria.

 

foto di Giovanni Izzo

torri di federico

 

testo di Fabio Carbone