

Un ospite fisso del Capua il Luogo della Lingua: Maurizio de Giovanni
Martedì 26 maggio al Museo Campano nell’ambito di Capua il Luogo della Lingua festival la seconda edizione del
Premio Scrivere Campano
il Premio letterario per autori esordienti campani, nato per il Museo campano e realizzato in partenariato con la prestigiosa azienda Marlen Pens – Italia e la BCC Terra di Lavoro S. Vincenzo de’ Paoli
Testimonial, lo scrittore Maurizio de Giovanni, che prima di incontrare i finalisti, presenterà al pubblico il suo ultimo libro “Il tempo dell’orologiaio” (Feltrinelli) intervistato dai ragazzi della redazione del Festival.
Un conto alla rovescia che non lascia scampo. Il libro che chiude la saga dell’Orologiaio di Brest.
Carlo Malavasi, nome di battaglia “Sergio”, è stato per oltre quarant’anni una primula rossa della lotta armata: latitante imprendibile, custode di segreti che nessuno dovrebbe conoscere. Mago degli esplosivi, signore dei congegni, ha costruito meccanismi perfetti, capaci di fermare il tempo nel punto esatto in cui la vita si spezza.
A strapparlo alla copertura anonima dietro cui si è nascosto a Brest, in Francia, sono Andrea Malchiodi e Vera Coen.
Andrea è un professore universitario, ordinario, metodico, cresciuto con una madre che gli ha raccontato per tutta la vita di un padre lontano, morto in mare. Fino al giorno in cui Andrea scopre che quel padre non solo è vivo, ma è un assassino. Vera, invece, è una giornalista ossessionata dalla morte del padre che non ha mai conosciuto, ucciso nel 1984 in un attentato. Vuole la verità, Vera. La vuole da sempre. Ma proprio quando sembra sul punto di afferrarla, la donna scompare nel nulla.
E allora il tempo accelera. E deraglia. Carlo e Andrea iniziano la caccia. Con loro c’è Martina, figlia di Andrea e nipote di Carlo: carattere ruvido, troppo simile a quello del nonno. Un trio improbabile, costretto a muoversi in un’indagine senza tracce, e con poche certezze. L’unico appiglio è una pista polverosa che affonda nel passato. Per trovare Vera, Carlo dovrà cercare i compagni di un tempo, e scovare chi lo ha venduto – quarant’anni prima – a un oscuro centro di potere che proietta la sua ombra ovunque. Dovrà scivolare nelle pieghe di quel decennio che non passa, misurando quanto possano essere profonde le disillusioni, ostinata la fedeltà a un’idea ormai sconfitta, irrimediabile il tradimento e indelebile il dolore. Perché non si esce vivi dagli anni ottanta.
Il tempo dell’orologiaio è il C’eravamo tanto amati dell’ultimo assalto al cielo, ed è Il grande freddo della lotta armata, popolato da fantasmi che nessuna riconciliazione può esorcizzare. Maurizio de Giovanni dà compimento all’universo narrativo nato con L’orologiaio di Brest, portando alla luce verità indicibili e segreti inconfessabili, in una lotta travolgente con un tempo che non assolve e che presto o tardi presenta il conto.


A seguire Alessia Aulicino, coordinatrice del Premio, incontra i quattro autori finalisti.
I libri selezionati tra le uscite di questo ultimo anno, sono: “La notte fa ancora paura” (minimum fax) di Fosca Navarra, “Il miracolo” (Guanda) di Lorenza Sabatino, “Non dormire e sogna” (Bompiani) di Giuseppe de Alteriis e “Congiuntivi sbagliati” (Marsilio) di Chiara De Silva
Tra le novità più significative di questa edizione c’è la partecipazione attiva degli studenti del corso di Design e Comunicazione dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli di Aversa, coinvolti nel progetto “Poieo Design” guidato dalla professoressa Maria Dolores Morelli
Gli studenti, insieme ai gruppi di lettura nati intorno al Festival, contribuiranno alla scelta del romanzo vincitore e presenteranno prototipi di penne che saranno esposti al Museo Campano: una di queste diventerà la penna Marlen del Premio Scrivere Campano della prossima edizione. Un modo concreto per rendere i giovani protagonisti del festival e per creare connessioni reali tra creatività, formazione e territorio.






